Una delle problematiche maggiormente riscontrata da chi acquista una casa è quella di imbattersi in vicini molesti.
In tanti casi infatti gli acquirenti devono affrontare stressanti situazioni di disturbo come ad esempio invasioni della privacy rumori o comportamenti intimidatori.
Quando ciò avviene per un venditore è fondamentale comprendere se l’acquirente ha la possibilità di fargli causa per chiedere di ottenere un risarcimento dei danni che derivano da tale situazione. Vediamo quindi cosa dice la legge in merito e quali sono gli scenari che si possono delineare così da capire come un proprietario possa difendersi in tale contesto.
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Indice della guida
Cosa dice la legge in caso di vicini molesti
Le norme che disciplinano i comportamenti del vicinato sono contenute principalmente all’interno del Codice Civile italiano.
Ad esempio l’articolo 844 del suddetto codice evidenzia come ogni proprietario di un immobile deve evitare di rendersi protagonista di atti che possano arrecare pregiudizio ingiustificato nei
confronti dei vicini.
In più l’articolo 2043 prevede che chiunque arrechi un danno ingiusto agli altri deve necessariamente risarcire il danno.
La fase post vendita: quali sono le responsabilità del venditore
Dopo aver concluso un contratto il venditore deve essere cosciente del fatto che continua ad avere delle responsabilità nei confronti del cliente. Infatti ha l’obbligo di fornire un adeguato supporto post vendita per rispondere a eventuali domande o reclami.
Ecco perché si deve assicurare a chi acquista una casa il tranquillo e pacifico godimento dell’immobile stesso oltre che la relativa proprietà.
Dunque se nella fase successiva alla vendita chi acquista casa deve affrontare delle pesanti situazioni di disturbo da parte dei vicini il venditore potrebbe anche essere chiamato a rispondere per il danno subito dall’acquirente.
Il diritto di rivalsa nei confronti del venditore in caso di vicini molesti
Il Codice Civile precisamente all’articolo 1439 indica come sia possibile annullare un contratto se l’accordo è stato concluso a causa dell’inganno di una parte nei confronti
dell’altra. È quello che in gergo viene conosciuto come “dolo contrattuale”.
In parole povere si può chiedere di annullare un contratto di vendita nel caso di rumorosità dell’immobile. Ciò accade quando il venditore dopo una richiesta specifica da parte
dell’acquirente assicura che all’interno dell’immobile non si percepiscono immissioni rumorose o non ha permesso di far visionare la casa nelle ore in cui era possibile sentire i suoni molesti.
Facciamo un esempio pratico:
Se era risaputo che l’immobile fosse rumoroso e il venditore non ha provveduto a comunicarlo potrebbe palesarsi l’ipotesi della causa di annullabilità anche nel caso i rumori provengano da vicini che notoriamente assumono comportamenti incivili e maleducati.
Al contrario se il venditore mette a conoscenza l’acquirente dei vicini molesti al momento della compera sarà difficile rivalersi su di esso.
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L’importanza di provare il danno e la valutazione del risarcimento
Abbiamo visto in quali casi il venditore rischia che l’acquirente si rivalga su di esso nella fase post vendita a causa della presenza di vicini molesti. Ma come si fa a valutare il risarcimento?
Innanzitutto è fondamentale da parte di chi acquista dimostrare il danno subito e la causa ovvero i vicini. La prova può essere fornita tramite apposite documentazioni testimonianze
registrazioni audio o perizie tecniche.
Ecco che a questo punto sarà possibile quantificare con precisione il risarcimento in base all’effettivo danno subito.
Considerazioni finali
In conclusione chi acquista un immobile ha tutto il diritto di agire nei confronti del venditore nel caso di configurino palesi situazioni di disturbo da parte di vicini molesti. Valutare le prove
del danno è un passaggio fondamentale che consente di quantificare il danno.
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tipologia di situazione post vendita.
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