
Aggiornato al 3 agosto 2026.
Il sostituto d’imposta è il soggetto che, per obbligo di legge, trattiene un’imposta o un acconto dalle somme dovute a un’altra persona e lo versa al Fisco. Il caso più conosciuto è il datore di lavoro che applica le ritenute sullo stipendio, ma il meccanismo riguarda anche pensioni, compensi professionali, condomìni, rendite finanziarie e, a determinate condizioni, pagamenti delle locazioni brevi.
Essere sostituto d’imposta non significa essere il consulente fiscale del percettore né garantire che ogni sua imposta sia stata saldata. Occorre capire che tipo di ritenuta è stata operata, su quale base e se dovrà essere conguagliata in dichiarazione.
Indice della guida
Sostituto d’imposta: definizione
L’articolo 64 del D.P.R. 600/1973 definisce sostituto chi, in forza di una disposizione di legge, è obbligato a pagare imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni riferibili a questi ultimi, anche come acconto, con obbligo di rivalsa.
I soggetti del rapporto sono due:
- il sostituto d’imposta, che trattiene, versa, certifica e dichiara secondo la norma applicabile;
- il sostituito, cioè il contribuente a cui il reddito appartiene e sul quale ricade il prelievo economico.
Il termine “sostituzione” è quindi tecnico. Il datore di lavoro non diventa proprietario del reddito del dipendente e la piattaforma non diventa titolare del canone del locatore: entrambi possono essere tenuti a prelevare e versare una parte della somma.
Sostituto e responsabile d’imposta non sono la stessa cosa
Il sostituto paga o trattiene in luogo del contribuente e si rivale su di lui. Il responsabile d’imposta, invece, è obbligato al pagamento insieme ad altri per fatti riferibili esclusivamente a questi ultimi. Confondere le due figure può portare a interpretare male obblighi e responsabilità.
Come funziona una ritenuta
Il meccanismo essenziale può essere riassunto in quattro passaggi:
- il sostituto determina la somma lorda dovuta al percettore;
- calcola la ritenuta prevista per quel reddito;
- paga al percettore il netto e versa la ritenuta all’Erario;
- certifica e dichiara le somme secondo gli adempimenti applicabili.
Esempio semplificato: su un compenso lordo di 1.000 € con ritenuta del 20%, il percettore riceve 800 € e il sostituto versa 200 €. Quei 200 € non sono uno sconto sul compenso: sono un prelievo fiscale attribuito al percettore.
Ritenuta a titolo d’acconto o a titolo d’imposta
| Tipo | Effetto | Che cosa succede dopo |
|---|---|---|
| A titolo d’acconto | Anticipa una parte dell’imposta del percettore | Il reddito e la ritenuta vengono considerati nella dichiarazione; può emergere saldo a debito o credito |
| A titolo d’imposta | Esaurisce il prelievo per quel reddito secondo la disciplina specifica | Di regola non si effettua un ulteriore conguaglio su quel reddito, salvo obblighi particolari |
Perché la differenza è importante
Una ritenuta del 21% non implica necessariamente una tassazione finale del 21%. Se è a titolo d’acconto, deve essere confrontata con l’imposta definitiva. È proprio ciò che accade, in via generale, con la ritenuta applicata dagli intermediari sui canoni delle locazioni brevi.
Le ritenute a titolo d’imposta sono invece definitive per lo specifico reddito previsto dalla legge. Gli interessi bancari percepiti dalle persone fisiche fuori dall’attività d’impresa sono un esempio frequente, ma la disciplina va verificata per ogni prodotto e contribuente.
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Che cosa deve fare il sostituto d’imposta
Gli obblighi cambiano in base al reddito, ma il ciclo ordinario comprende:
- identificare correttamente percettore, imponibile e aliquota;
- operare la ritenuta nel momento previsto dalla legge;
- versare le somme con modello F24 e codice tributo corretto;
- rilasciare o trasmettere la Certificazione Unica quando richiesta;
- presentare il modello 770 per i dati di competenza;
- conservare documenti e riconciliare pagamenti, ritenute e versamenti;
- effettuare i conguagli per lavoro dipendente e pensione quando dovuti.
Scadenze, codici e modalità non sono identici per tutte le ritenute. Un sostituto deve usare il calendario relativo alla specifica tipologia, non una data generica trovata online.
Chi può essere sostituto d’imposta
Non è una qualifica che si sceglie liberamente: nasce quando una norma collega l’obbligo a un soggetto e a un pagamento. Tra i casi più comuni rientrano:
| Soggetto | Pagamento tipico | Adempimento frequente |
|---|---|---|
| Datore di lavoro | Stipendi e assimilati | Ritenute IRPEF, addizionali, conguaglio e CU |
| Ente pensionistico | Pensione | Ritenute e conguagli fiscali |
| Impresa o professionista | Determinati compensi di lavoro autonomo | Ritenuta d’acconto se prevista |
| Condominio | Appalti, opere o servizi soggetti a ritenuta | Ritenuta, versamento e certificazione |
| Banca o intermediario finanziario | Interessi e proventi finanziari | Ritenuta o imposta sostitutiva secondo il prodotto |
| Intermediario di locazioni brevi | Canoni o corrispettivi incassati o pagati per il locatore | Ritenuta del 21% a titolo d’acconto |
Il privato è sempre escluso?
Una persona fisica che agisce soltanto nella propria sfera privata non diventa normalmente sostituto per ogni pagamento che effettua. Per esempio, il datore di lavoro domestico non applica al collaboratore le ordinarie ritenute IRPEF in busta paga; il lavoratore dichiara il reddito e versa le imposte dovute.
La partita IVA, da sola, non risolve però ogni dubbio. Conta la norma collegata al soggetto, al reddito e alla qualità con cui viene effettuato il pagamento.
Sostituto d’imposta e modello 730
Nel 730 il sostituto che presta assistenza fiscale riceve il risultato contabile della dichiarazione ed effettua, nei tempi previsti, rimborsi o trattenute sulla retribuzione o sulla pensione. I dati del sostituto devono quindi essere corretti e il soggetto indicato deve essere effettivamente tenuto al conguaglio.
Se il 730 chiude a credito
Con un datore di lavoro o ente pensionistico indicato, il rimborso viene normalmente riconosciuto in busta paga o nella pensione. Tempi e capienza possono variare; controlli preventivi dell’Agenzia possono ritardare il rimborso in specifiche situazioni.
Se il 730 chiude a debito
Il sostituto trattiene le somme risultanti dal prospetto di liquidazione, nei limiti della retribuzione o pensione disponibile e secondo le regole di rateazione eventualmente scelte.
730 senza sostituto d’imposta
Il modello 730/2026 può essere presentato senza indicare un sostituto tenuto al conguaglio. Nel servizio precompilato questa modalità è disponibile anche se nel 2026 esiste un datore di lavoro o ente pensionistico, purché il contribuente possieda i requisiti per usare il 730.
- se emerge un credito, il rimborso viene eseguito dall’Agenzia delle Entrate; comunicare un IBAN intestato o cointestato al contribuente evita il pagamento con metodi più lenti;
- se emerge un debito, il contribuente versa con F24, utilizzando le funzioni della dichiarazione precompilata o gli altri canali ammessi.
“Senza sostituto” non significa senza dichiarazione o senza imposte: cambia soltanto il soggetto che gestisce il pagamento o il rimborso del saldo.
Sostituto d’imposta negli affitti brevi
Per i contratti di locazione breve dell’articolo 4 del D.L. 50/2017, gli intermediari immobiliari e i gestori di portali che incassano i canoni o intervengono nel pagamento operano una ritenuta del 21% all’atto del pagamento al beneficiario.
La ritenuta è calcolata sui canoni o corrispettivi lordi dovuti per il contratto ed è a titolo d’acconto. L’intermediario deve poi versarla e certificare i dati secondo la disciplina delle locazioni brevi.
Tre scenari pratici
| Flusso del pagamento | Chi applica la ritenuta | Effetto per il proprietario |
|---|---|---|
| L’ospite paga alla piattaforma, che riversa al locatore | La piattaforma o il soggetto fiscalmente incaricato, se rientra nella norma | Payout netto, ritenuta 21% e certificazione da riconciliare |
| Il property manager incassa e poi paga il locatore | Il property manager, se interviene nel pagamento come intermediario soggetto all’obbligo | Ritenuta al momento del riversamento e CU locazioni brevi |
| L’ospite paga direttamente il proprietario e l’intermediario non tocca il denaro | In genere nessuna ritenuta dell’intermediario su quel pagamento | Il proprietario gestisce l’imposta in dichiarazione |
La semplice pubblicazione dell’annuncio o la gestione operativa non trasformano automaticamente un property manager in sostituto d’imposta. È decisivo il ruolo nel flusso finanziario e nel contratto. Il nome commerciale del servizio non basta.
Ritenuta del 21% e cedolare al 26%
Per le locazioni brevi non imprenditoriali, l’aliquota della cedolare è il 26%, ridotta al 21% per un’unica unità scelta dal contribuente. L’intermediario continua però a trattenere il 21% a titolo d’acconto.
Se l’unità è tassata al 26%, la differenza non viene normalmente trattenuta dalla piattaforma: emerge in dichiarazione dopo avere scomputato l’acconto certificato. Il quadro completo è nella guida alla cedolare secca 2026.
La base è il lordo, non il payout
Il bonifico ricevuto dal portale può essere inferiore al corrispettivo del contratto per commissioni o altri addebiti. Usare il solo accredito bancario come ricavo e applicare di nuovo la ritenuta può produrre errori. Bisogna riconciliare:
- canone e corrispettivi lordi del contratto;
- commissioni e costi della piattaforma;
- ritenuta del 21%;
- netto effettivamente accreditato;
- importi indicati nella Certificazione Unica.
Certificazione Unica per le locazioni brevi
Quando opera la ritenuta, l’intermediario comunica e certifica i dati delle locazioni brevi. Le istruzioni della CU 2026, relativa al periodo d’imposta 2025, prevedono anche l’indicazione del Codice Identificativo Nazionale nel punto dedicato.
Il proprietario deve controllare che CU, rendiconti, immobili e ritenute coincidano. La presenza del CIN nella certificazione non sostituisce l’obbligo di dichiarare correttamente il reddito e non prova, da sola, la regolarità amministrativa dell’alloggio.
Che cosa cambia dal terzo immobile nel 2026
Dal periodo d’imposta 2026, destinare più di due appartamenti alle locazioni brevi fa scattare la presunzione di attività d’impresa. In quel caso non si può trattare il terzo immobile come una normale locazione breve privata con cedolare e ritenuta del 21%.
Forma, IVA, fatturazione, contabilità e rapporti con le piattaforme devono essere riprogettati. Per la regola e la checklist operativa consulta l’analisi sulla Legge di Bilancio 2026 e affitti brevi.
Errori frequenti
- Confondere ritenuta e imposta finale: un acconto non chiude necessariamente il debito fiscale.
- Credere che ogni property manager sia sostituto: occorre verificare chi incassa o interviene nel pagamento.
- Dichiarare il solo netto accreditato: commissioni e ritenute possono avere ridotto il bonifico.
- Sottrarre due volte la ritenuta: la CU deve essere confrontata con gli importi già riportati nella dichiarazione.
- Ignorare una CU errata: dati duplicati, CIN o immobile sbagliato devono essere segnalati al soggetto che ha certificato.
- Pensare che il CIN determini la tassazione: codice identificativo e qualificazione fiscale sono piani diversi.
- Affidarsi alla dicitura del contratto: conta anche il flusso di denaro realmente seguito.
Checklist per il proprietario
- leggi nel mandato chi incassa dall’ospite e chi paga il locatore;
- scarica rendiconti dettagliati per immobile e prenotazione;
- separa canone lordo, commissioni, pulizie, rimborsi e ritenuta;
- verifica la CU prima di accettare la dichiarazione precompilata;
- controlla che il CIN e i dati catastali si riferiscano all’unità corretta;
- conserva contratti, estratti conto, fatture e certificazioni;
- con due immobili, verifica quale beneficia del 21% finale;
- con tre o più immobili nel 2026, attiva l’inquadramento d’impresa prima di proseguire.
Domande frequenti
Il sostituto paga le tasse al posto mio?
Trattiene e versa quanto previsto dalla legge, ma il reddito resta tuo. Se la ritenuta è un acconto, la tassazione definitiva viene verificata con conguaglio o dichiarazione.
Airbnb o Booking sono sempre sostituti d’imposta?
L’obbligo sulle locazioni brevi è collegato all’incasso o all’intervento nel pagamento e alla disciplina applicabile al soggetto. Per la singola prenotazione bisogna controllare il rendiconto e la certificazione, non affidarsi al nome della piattaforma.
Propert o un altro property manager trattengono sempre il 21%?
No. Dipende dal mandato e da chi gestisce il pagamento del canone. Se il proprietario incassa direttamente e il gestore svolge soltanto servizi operativi, il meccanismo può essere diverso.
Se ho la CU non devo presentare il reddito?
Non necessariamente. Per una ritenuta a titolo d’acconto, CU e ritenuta servono proprio a determinare e documentare il dato da riportare o verificare in dichiarazione.
Posso usare il 730 senza sostituto?
Sì, se possiedi i requisiti per il modello 730. Il rimborso arriva dall’Agenzia e gli eventuali debiti vengono versati con F24.
In sintesi
Il sostituto d’imposta è un ingranaggio della riscossione: trattiene somme appartenenti fiscalmente al percettore, le versa e le certifica. Non elimina l’esigenza di verificare dichiarazione e imposta finale.
Negli affitti brevi il ruolo nasce quando l’intermediario incassa o interviene nel pagamento. La ritenuta è del 21% a titolo d’acconto e va riconciliata con il lordo contrattuale, il payout, le commissioni e la CU.
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Fonti ufficiali
- D.P.R. 600/1973, articolo 64 – sostituto e responsabile d’imposta
- Agenzia delle Entrate: regole per gli intermediari delle locazioni brevi
- Agenzia delle Entrate: circolare 10/E del 10 maggio 2024
- Agenzia delle Entrate: pagamenti e rimborsi del 730 senza sostituto
- Agenzia delle Entrate: istruzioni Certificazione Unica 2026
- Agenzia delle Entrate: modello 770/2026
Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. L’applicazione delle ritenute e la dichiarazione dei redditi richiedono la verifica di contratti, flussi di pagamento e posizione fiscale concreta.
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